Catania



Catania deriverebbe dal siculo Katane, che significa grattugia, scorticatoio, dal terreno lavico su cui sorge. I mitologi antichi favoleggiano dei Ciclopi e dei Lestrigoni, che avrebbero abitato l’area della Sicilia che comprende oggi l’Etna, Catania e Lentini. I primi, noti per la leggenda narrata nell’Odissea, sarebbero stati esseri giganteschi e mostruosi con un solo occhio, che, ancora secondo Correnti, possono essere spiegati o come personificazione dei crateri dell’Etna o dalla presenza di crani di elefanti nani, certamente esistiti nell’Isola, in cui il buco della proboscide venne interpretato come cavità oculare. Nell’Odissea Polifemo, il capo dei Ciclopi, accecato con astuzia da Ulisse, avrebbe scagliato dei massi enormi per cercare di colpire il natante dell’eroe greco, senza riuscirvi. Questi massi, caduti in mare, sarebbero i Faraglioni e l’isola Lachea, antistanti Acitrezza. I secondi, i Lestrigoni, ancora secondo le leggende narrate da Omero, erano anch’essi di statura gigantesca ed antropofagi ed avrebbero abitato le terre di Lentini.

Catania è una delle poche città in Italia ad offrire paesaggi tanto diversi concentrati in un solo sito. Sorge sulla costa orientale dell’isola, ai piedi del vulcano Etna (il più alto d’Europa) e a metà strada tra le città di Messina e Siracusa. Il suo territorio comprende anche una vasta fetta della piana di Catania e tutto il Calatino. La piana di Catania (‘a Chiana) è una tra le più estese aree coltivate della Sicilia e la sua zona più vicina al mare costituisce l’oasi del Simeto, riserva regionale di circa 2.000 ettari istituita nel 1984. L’Oasi del Simeto prende nome dal fiume Simeto, il più importante dell’isola, che sfocia a sud della città. Catania si affaccia sul mar Ionio con il golfo che prende il suo nome. Inoltre intorno al vulcano sorge un’altra famosa area naturale protetta, quella del Parco dell’Etna.

Il territorio è prettamente pianeggiante a sud e sud est, e montuoso a nord per la presenza del vulcano Etna. Il nucleo originario della città era situato su un colle che corrisponde all’odierna piazza Dante, dove sorge l’ex-monastero dei benedettini. L’unico altro rilievo importante è la collina Santa Sofia, dove sorge la Cittadella Universitaria, al confine con Gravina, comune del vasto hinterland.

Il verde pubblico è costituito dai parchi situati all’interno della città. Sono cinque quelli di una certa grandezza e importanza: il Giardino Bellini, detto ‘a villa o Villa Bellini e dedicato a Vincenzo Bellini, il Giardino Pacini, detto Villa ‘e varagghi (cioè “degli sbadigli”, perché frequentata soprattutto da pensionati e da sfaccendati in genere), il Parco Gioeni (situato a nord, alla fine della via Etnea), il Parco Falcone e Borsellino (a nord del Corso Italia) e il Boschetto della Plaia (nella zona tra l’Aeroporto Vincenzo Bellini e la città).

La città è attraversata da un fiume sotterraneo, l’Amenano. In passato, poco fuori le mura ad ovest, si poteva trovare il lago di Nicito, al fiume collegato e ormai coperto dalla colata lavica del 1669 (l’omonima via ne ricorda l’ubicazione). Attualmente, l’Amenano si rende visibile all’Acqua a linzolu, fontana in marmo bianco che sorge tra la Pescheria e la piazza del Duomo e nei sotterranei del locale Ostello Agorà. Ma è stato tutto il territorio circostante a mutare profondamente in seguito a calamità naturali come questa: la costa a nord del porto è appunto una scogliera sorta in seguito alle varie colate laviche, in epoca storica nel 1169, 1329 e 1381, anno in cui venne coperta anche parte dell’antico Porto Ulisse; tale tratto di costa è chiamato appunto La Scogliera e comprende la famosa spiaggetta di San Giovanni li Cuti). L’area a sud del Castello Ursino, un tempo a picco sul mare, è invece il prodotto dell’enorme colata del 1669 che accerchiatolo si spinse per qualche chilometro verso il mare. La costa a sud del porto venne profondamente modificata formando il litorale attuale (la Plaia) che è, invece, sabbioso .

da wikipedia

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