Dolcetto o scherzetto?
Non credevamo ai nostri occhi, quando ieri verso le 19.30, un manipolo di ragazzini chiassosi si è presentato alla nostra porta, brandendo cappellacci scuri. Preso di sorpresa, Giò esitava davanti a quei musetti colorati e sorridenti, così decido di aprire la dispensa e raccattare dolcetti e biscottini. Non è molto, visto che non siamo gran consumatori di cioccolatini ed affini, ma quello che riesco a racimolare soddisfa pienamente il gruppetto. Mentre li guardo avviarsi verso l’ascensore, mi accorgo di essere osservata. Sotto una cascata di riccioli biondi, un broncio delizioso mi fissa. E’ una bimba dagli occhioni azzurro mare che mi guarda senza fiatare. Allora capisco tutto. “Scusami davvero, non ti ho dato nulla?” La piccola scuote la massa di riccioli, lanciandomi un’espressione speranzosa. Allora sorrido, torno in casa e recupero gli ultimi kinder cereali, che io adoro sgranocchiare la sera, quando le fatiche sono terminate ed io ho bisogno del mio piccolo premio.
Torno con le barrette ed il volto multicolore della bimba si illumina. E’ bellissima e mi porge il suo cappellaccio. Lascio cadere i cioccolatini, poi rimango ad osservarli mentre si disperdono sulle scale, vociando a più non posso.
In questi giorni, non è raro imbattersi nelle solite polemiche sull’inutilità di celebrare una festa come Halloween, lontana dalla nostra cultura e totalmente votata al consumo più futile. Sarà anche vero, ma la gioia sprizzata da quel gruppo di ragazzini ci ha letteralmente contagiato ed ha reso la nostra serata leggera e piacevole.
Leggera? Sì, ma per poco. Ieri ho voluto cimentarmi con la torta di rose, il mio pensiero fisso da un po’ di tempo.
Amo la torta di rose, la sua pienezza, il suo sapore avvolgente e ricco. Mi piace la consistenza della pasta ammorbidita dal burro. Ed è pure bella da vedere. Come dire, un’estasi totale, difficilmente superabile da qualsiasi altro dolce, almeno per me. Così, in settimana, ho preso la decisione di dedicarmi alla sua preparazione, conscia delle difficoltà previste nella ricetta. Prima di cominciare mi sono rivolta alla mia consigliera preferita, Germana del blog “La terra dei violini“. Non me ne vogliano tutte le altre straordinarie interpreti della “net-cuisine”, ma Germana, per me è la numero uno e non lo dico per campanilismo (è cremonese come me, anzi, di Soresina). Germana è una vera cuoca. Riesce a “dominare” gli ingredienti raggiungendo risultati strepitosi. Ed è un piacere accomodarsi davanti al monitor e leggere le sue gustose esperienze.
Dunque, mi sono collegata al blog, ho raggiunto la delizia, poi… poi però davanti alla ricetta, mi sono subito arenata. La versione di Germana prevede un procedimento piuttosto lungo e laborioso ed io purtroppo non avevo tutto quel tempo a disposizione. Allora, come l’allievo bravo, ma un po’ svogliato, ho rielaborato la ricetta praticandone una consistente riduzione. Insomma, anziché utilizzare il sacro libro di testo, mi sono messa a studiare sul… bigino.
Germana, mi perdonerai? Vabbé, non prenderò “dieci”, ma un “sette” me lo merito? Vi dico solo che era buonissima, anche se esteticamente da migliorare. Le mie bocche hanno gradito, quindi vi lascio con la ricetta della “Mia Torta di Rose”. Vi invito però a fare un salto da Germana, per la versione regolare della ricetta, quella del cuoco provetto.
Buona domenica, CookingMama
Ricetta: LA MIA TORTA DI ROSE
Ingredienti: Per la pasta: 460gr di farina, una bustina di lievito di birra, 40gr di burro, 60gr di zucchero, 3 uova, una presa di sale. Per il ripieno: 150gr di burro, 150gr di zucchero
Così procedo: preparo un panetto di lievitazione con 60gr di farina ed il lievito che ho precedentemente sciolto in acqua tiepida. Mescolo ed ottengo una pastella non troppo liquida che faccio riposare per circa 30 minuti.
Nel frattempo mi dedico al ripieno, lavorando il burro ammorbidito con lo zucchero fino ad ottenere una bella crema liscia.
Nell’impastatore setaccio il resto della farina e verso al centro il burro fuso tiepido, lo zucchero, due uova ed un tuorlo, infine una presa di sale. Unisco il panetto di lievitazione ed impasto fino ad ottenere un panetto morbido ed elastico. Tiro una sfoglia alta circa mezzo centimetro, quindi spalmo la farcia sulla pasta. Arrotolo e taglio alcuni rotoli.
In una teglia, imburrata ed infarinata, dispongo i rotoli con il taglio a vista, avendo cura di lasciare spazio tra di loro, poi metto a lievitare per 3 ore in luogo tiepido. I rotoli aumenteranno di volume.
Scaldo il forno a 200° e cuocio per 30 minuti circa. Che meraviglia…
Altre immagini!
Prima della lievitazione, ma già nella teglia!
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