Archive for aprile, 2009

B&B Santa Croce Camerina Villa Michela

.soggiornare al b&b Villa Michela non è semplicemente una vacanza ma il viaggio “più lento” che abbiate mai fatto.
Un viaggio tra i sapori semplici e veri di una terra votata al sole, tutti da gustare. Tra i profumi del mare e le sue musiche. Attraverso il gusto per le cose semplici ma fatte a regola d’arte. Un viaggio in tutta tranquillità, scegliendo soggiorni lunghi o veloci ma intensi bagni d’atmosfera siciliana sulla strada di Santa Croce Camerina
Un viaggio in compagnia della storica ospitalità della Sicilia, tra feste e sagre di ogni genere. Un viaggio in cui imparerete ad essere “lenti” per natura, a farvi guidare dall’amore e dalla passione che io ho per questa terra ed a farvi cullare da abbondanti colazioni fatte con tutta la maestria di una volta.
Un viaggio infine in cui imparerete che per apprezzare appieno i sapori, i profumi, le note non basta viverli ma bisogna trasformarsi…diventare qualcosa di diverso appunto….LENTI come una barca tra le onde africane che bagnano le mie coste.
Io sono questo, un siciliano che vi offre tutto ciò che da millenni i siciliani hanno nel sangue: il gusto del vivere.

Sito Web:
http://www.villamichela.it

E-mail:
info@villamichela.it
Cellulare:

3282521072 

[gmap]

Ragusa b&b Palazzo Castro al Duomo ibla

PRENOTA

Palazzo Castro  storico palazzo sorto tra il XVII e il XVIII secolo nel pieno centro barocco di Ragusa Ibla, ai piedi della monumentale e sontuosa scalinata della Basilica di San Giorgio, capolavoro del barocco siciliano.
Gli interni conservano tutt’oggi ampi segni dell’antico splendore settecentesco in un dispiegarsi di salotti e camere per gli ospiti, con volte affrescate e preziosi pavimenti. Le camere si affacciano sulla piazza del Duomo e all’interno del palazzo nei colori e profumi di un inaspettato giardino pensile collegato a terrazze che di notte svelano la vista della splendida cupola del Duomo e di giorno possono essere un rilassante solarium immerso nel verde. I mobili e gli arredi d’antiquariato sono stati via via restaurati, recuperati e rinnovati. Il tutto integrato da un’ impiantistica al passo coi tempi: ascensore, termosifoni, condizionamento e quant’altro.
Cinque camere, tutte con bagno privato, doppie (anche matrimoniali) con possibilità di terzo e quarto letto.
Anche la colazione viene servita in un’antica stanza da pranzo, arredata con mobili in stile barocco, dove si possono gustare i sapori della tradizione ragusana dinanzi alla vista dei fiori del giardino pensile.

Telefono:
0932.621887

Cellulare:
349.2660528


B&B Brezza Marina Pozzallo

  PRENOTA

 

 

Il B&B Brezza Marina Pozzallo, situato a pochi passi dal mare(Bandiera Blù), è vicino alle principali città barocche del Val di Noto ed alla Riserva Naturale di Vendicari.
Le camere, di nuovo arredo, sono dotate di balconi, climatizzazione e riscaldamento, frigo, tv,ferro con miniasse da stiro, phon e bagno privato.Il B&B dista soltanto 500 mt dal porto, per partenze in Catamarano per L’isola di Malta.

Telefono:
+39 0932 955432  

Cellulare:
+39 333 3195454

E-mail:
info@brezzamarinapozzallo.it

[gmap]

Pozzallo B&B Costa Iblea

PRENOTA

 

CostaIblea B & B è un moderno Bed & Breakfast situato in una tranquilla zona residenziale a 400 metri dal mare, dal lungomare e dall’animato centro di Pozzallo.
Grazie alla sua posizione, Pozzallo è un luogo ideale sia per una rilassante vacanza sulle dorate e poco affollate spiagge della costa iblea sia per visitare, in meno di mezzora d’auto, le città d’arte del Val di Noto, patrimonio mondiale dell’umanità riconosciute dall’ UNESCO .
Pozzallo esibisce la Bandiera Blu d’Europa quale riconoscimento ambientale per le acque pulite, la limpidezza del mare e per i servizi. Dal porto partenze giornaliere con un catamarano collegano l’isola di Malta in un’ora e mezza.

Taormina

Taormina

TaorminaLa t’ama eli Taormina ha valicato ormai da tempo i confini nazionali e non poteva che essere così data la sua eccezionale bellezza, la grandio­sità dei suoi panorami, lo splendore dei suoi colori, la pittoresca posizio­ne, la mitezza del suo clima, l’impor­tanza dei suoi monumenti artistici. Tutto questo ha fatto della cittadina una ricercatissima località di sog­giorno, una incantevole e signorile residenza di molti personaggi della “jet-society” ed una meta obbligata di quanti si recano a visitare la Sici­lia.
La città, arroccata sui fianchi del monte Tauro, si raggiunge tramite una strada tortuosa e pittoresca, la via Firandello, che si apre in scorci caraneristici ed ameni. L’antica Tauromenion, questo era infatti il suo nome, fu sede dei Sicu­li, e poi città alleata e quindi colo­nia dei Romani, Godette di partico­lare splendore durante il medioevo e subito dopo decadde. L’acropoli dell’antica città era sulla sommila elei monte Tauro e l’abitato lungo il versante di nord est. dove- oggi sono i resti del Teatro Greco, del­l’Odeon (una cosini/ione romana di età imperiale scoperta nel 1H93), e della Naumachia (una grandiosa opera romana consistente in un ter­razzamento del colle a protezione-di una enorme cisterna). Degni di importanza sono anche l’edificio ter­male di età romana imperiale: Pala/­zi Ciampoli e Corvaia entrambi del XV secolo; il Duomo del XIII seco­lo, ma in .seguito ritoccato; il Palaz­zo dei I lutili di S. Stefano, elegante realizzazione dell’archiletlura sici­liana dei secoli XIV-XV, Le bellezze di Taormina non sono però solo nei monumenti e nei palazzi, ma si tro­vano in o^ni angolo, in ogni via e in ogni terraza, nell’aspetto pittoresco e signorile delle sue abitazioni, nel­la ricchezza del suo verde, nella tra­sparente bellezza del suo mare.virtual tour teatro greco Taormina

piazza IX aprile

La piazza ha l’aspetto di grande ter­razzo belvedere dal quale si gode un vastissimo panorama sulla città, sul teatro, sulla costa e, lontano, sul­l’Etna.
In fondo alla piazza IX Aprile si scor­ge la torre dell’orologio. Alla sua destra è il campanile della chiesa di S. Giuseppe, dallo statico aspetto in stile barocco, di cui è ben visibile la loggia campanaria sulla quale poggia la cuspide piramidale. Il campanile è nettamente staccato dal corpo della chiesa, pure di chia­ra marca secentesca dal caratteristico prospetto a spioventi ondulati.

il duomo – (S. nicolo) il teatro greco

 

Innalzato nel XIII sec. su di una preesistente chiesa, venne poi rico­struito nel corso dei secoli XV e XVI e rimaneggiato nel ‘700. La sua fisionomia esterna richiama, nel suo aspetto squadrato e severo, quella delle cattedrali normanne. La fac­ciata presenta un portale del 1636, fiancheggiato da due monofore ogi­vali, sormontato da un piccolo roso­ne, dai delicati motivi ornamentali, cinquecentesco L’interno a tre nava­te è diviso da due file di colonne monolitiche in marmo che sorreg­gono archi a sesto acuto. La navata centrale e il transetto sono ricoper­ti da un soffitto in legno a capriate, poggiate su mensole intagliate dai motivi arabeggianti. Nella sacrestia è conservata una preziosa raccolta di oreficeria, di varie epoche.

Il teatro è un capolavoro dell’arte ellenica, di quell’arte che raggiunse forme estremamente evolute quan­to il pensiero religioso e filosofico, esportato sui lidi dell’Italia meridio­nale annunciando, attraverso supre­me e definitive forme figurative, la costruzione delle fondamenta di un nuovo patrimonio artistico, civile, culturale. È il frutto delle squisite concezioni di pensiero tradotte nella linguistica figurativa insegnata dagli immortali maestri: Fidia, Scopa, Pras-sitele, Lisippo. Anche nel teatro, rie­cheggiano i canoni della perfezione, della bellezza immortale e immaco­lata, della mistica serenità lontana dalle travolgenti passioni quotidiane, tanto care agli artisti greci. Qui dunque, a Taormina radice del­la nuova civiltà, si trova una espres-
sione della florida cultura ellenica: il teatro, ragguardevole opera al cui valore contribuiscono in sintonia due fattori: ricerca estetica e funzio­nalità. È situato su un poggio sovra­stante la città dove lo spettatore può abbracciare in una visione unica il fascino delle architetture elleniche e lo scenario naturale rappresen­tato dalla marina e dominato dalla austera figura dell’Etna. Il panorama è visibile in modo ottimale dalle ter­razze poste ai lati del muro scenico e dalla sommità della cavea, da cui si gode la stupenda vista attraverso le rovine della scena di fronte. La eccezionale acustica, la posizio­ne amena del teatro, l’atmosfera creata dalle antiche strutture, sono le componenti necessarie per esal­tare le rappresentazioni teatrali di alto pregio che ancora oggi quivi si tengono.

La costruzione ellenica originale è del III sec. a. C.; sopportò dei cam­biamenti nel II sec. d.C. operati dai Romani soprattutto a spese della par­te alla della cavea e della scena. La prima subì variazioni riguardanti la fronte che fu spostata verso l’orche­stra e abbellita con delle colonne. La seconda mutò aspetto per l’erezione del portico che circuendola la limitò esternamente.
Il suo diametro massimo raggiunge m. 109, l’orchestra misura m. 35. Era capace di contenere circa 5400 per­sone.
La cavea o platea, la cui concavità segue quella naturale del terreno, è suddivisa in senso radiale in nove cunei mediante otto scalette. Cinque corridoi correvano in senso anula­re dividendo le gradinate in ordini. Nei cunei centrali sono stati ripristi­nati alcuni dei gradini originali. Nel muro che delimitava esternamente la cavea, si aprivano otto porte corri­spondenti ciascuna alle scalette che separano i nove settori della platea; le porte erano intercalate da una serie di nicchie destinate a conte­nere delle statue.
All’esterno la cavea era delimitata da un duplice portico. La volta del por­ticato più interno sosteneva una tri­buna destinata alle donne spettatrici. La volta del portico esterno reggeva invece un secondo ordine di tribune più alto, destinato invece alla plebe. La scena era costituita da un muro scenico che chiudeva anteriormente un corridoio. Anteriormente ad esso nove colonne sostenevano un porti­co. Un secondo ordine di 16 colonne di stile corinzio popolava la scena. Le colonne attualmente visibili sono state erette in sede diversa da quel­la originaria, duranti.’ un restauro nel XIX sec. Il muro scenico è limitato ai lati da due grandi locali (i para-scema) destinati a magazzino per le attrezzature neccessarie alla sceno­grafia e agli attori. Questa è la par­te residua della scena, della quale rimane sufficientemente conservato soltanto il muro: il pulpitum o pal­coscenico venne eliminato quando, per opera dei Romani, il teatro fu trasformato in un anfiteatro: l’abo­lizione del pulpitum permise la ira-sformazione dell’orchestra in arena. È visibile infine, intorno all’orche­stra, un corridoio dalla volta man­cante che correva sotto la parte inferiore delle gradinate della cavea. L’ingresso degli spettatori alla platea e ai terrazzi destinati alle donne e alla plebe, avveniva attraverso una scalinata divisa in tre rampe. È sta-
to allestito nei pressi del teatro un piccolo museo (Antiquarium) in cui sono custoditi reperti vari: frammenti interessanti delle antiche vicende di Taormina.

spiagge  di  taormina

La storia di Taormina sembra infatti legata alla natura del luogo per farne un tutto inscindibile e i monumen­ti che ne attestano lo svolgimento si armonizzano pienamente al pae­saggio circostante. Monti scoscesi e coste inaccessibili, ammantate di lussureggiante vegetazione, splendi­di panorami che spaziano sullo stret­to di Messina ed oltre fino all’Aspro-monte, un susseguirsi fantastico di promontori ed insenature creano uno scenario di incomparabile bel­lezza.
Lungo il litorale Mazzarò, e Spisone offrono spiagge bellissime, dotate di moderne ed accoglienti attrezzature balneari; di fronte è l’isola Bella. Tra la spiaggia di Mazzarò e quella dell’Isola Bella si protende il Capo S. Andrea, che ospita fantastiche grot­te marine e al quale si può accedere mediante una scala nella roccia.

Castello Eurialo

Castello EurialoIl Castello Eurialo rappresenta il culmine della fortificazione della città di Siracusa il cui nome pare alluda a quello greco di Euryelos (chiodo dalla larga base).
Sorge a circa 7 km da Siracusa, in direzione della frazione di Belvedere, sul punto più alto (120 m s.l.m) della terrazza del quartiere Epipoli , e si estende su una superficie di circa 15.000 mq,
Sito come punto di cerniera tra le due ali di mura che cingevano la città per una lunghezza totale di 27 Km.era munito di larghi fossati, torri ‘avvistamento, un ponte levatoio e trincee sotterranee, che rendevano la città di Siracusa inespugnabile.
L’edificazione di questa imponente opera militare del periodo greco, voluta da Dionisio il Vecchio , risale tra il 402 e il 397 a.C. con lo scopo,appunto, di proteggere la città da eventuali operazioni militari di assedio o attacco.
In lotta con i Cartaginesi, Dionisio decise di fortificare l’Epipoli (città alta ) che, durante l’assedio ateniese di qualche anno prima, aveva rappresentato il punto debole del sistema difensivo.
Ai lavori parteciparono 60.000 uomini, che costruirono in 20 giorni un muro lungo 5.000 metri, a difesa della parte Nord dell’Epipoli; il resto venne poi edificato nei successivi 6 anni.
L’entrata del castello è protetta da tre fossati, di cui l’ ultimo era il più importante, in quanto collegava tutto l’ apparato di difesa interno della fortezza, per il tramite di una rete di passaggi e di gallerie che davano la possibilità di accerchiare facilmente il nemico.
Al di là del mastio, di forma trapezioidale e difeso da cinque torri,vi è un grande recinto dove era presente la porta d’ ingresso al castello aperta su un muro spesso circa 5 m.
A Sud tre grandi pilastri sostenevano il ponte levatoio.
Le cinque grandi torri servivano per ospitare le baliste, che, situate più in alto di quelle dei nemici, potevano colpire senza essere da queste danneggiate.
Nel grande cortile furono ospitate, in periodo bizantino, le caserme dei soldati; al centro del cortile vi erano le cisterne.
Dall’ altro lato del castello, il sistema difensivo era costituito da due muri posti davanti alle porte di accesso, che impedivano gli attacchi in massa del nemico. Tutta questa struttura a forma di imbuto presentava degli elementi strategici che si tramutavano in una trappola mortale per gli assedianti.
All’interno del castello,infatti, è tutto un susseguirsi di gallerie che davano la possibilità di spostare le truppe da un punto all’altro della fortezza senza essere visti, al fine di accerchiare facilmente il nemico, come la “porta ad invito” (opera a tenaglia), posta nel tratto nord delle mura, dove chi avesse tentato l’ ingresso si sarebbe trovato circondato sotto l’attacco delle milizie del castello. All’ interno della costruzione si dispongono anche i vari ambienti di servizio per i soldati come le cucine gli alloggi i magazzini le cisterne ecc.
Secondo le fonti antiche Archimede aveva difeso sino all’ ultimo la città grazie all’istallazione dei suoi leggendari macchinari.
Dopo la conquista romana della città nel 212 a.C. ad opera del Console Marcello, il grande complesso militare dell’ Eurialo fu modificato fino all’ età bizantina quando ne venne ricostruita una parte usando del materiale di spoglio proveniente da altre parti distrutte.

Free T-Mobile Phones on Sale | Thanks to CD Rates, Best New Business and Registry Software
  • Escursioni Sicilia
  • Etna
  • Events
  • Inserisci la tua struttura
  • La Contea Di Modica
  • Sicilia
  • Turismo
  • Vendicari
  • Agriturismi
  • Ambiente
  • Aree Archeologiche
  • auto
  • Bed and Breakfast
  • Case vacanza
  • Cioccolato Modica
  • Concorsi
  • Cultura
  • Eventi
  • Gossip
  • Governo News
  • Hotels
  • La Pesca in Sicilia
  • MTV
  • News
  • Paesi di Sicilia
  • Ricette
  • Sky tg24
  • Sport
  • Tour Virtuali
  • turismo news
  • Ultime Notizie
  • Ultime Strutture Inserite
  • 2010
  • 2009